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domenica 7 settembre 2014

Ho vinto l'Esecranda 2014


Nel racconto Il succhiamorte che ha vinto l'Esecranda 2014 ho romanzato un fatto che mi è accaduto veramente e, trattandosi di un horror weird, questa confessione potrebbe assumere contorni bui, ma ti giuro che non ho mai succhiato un morto dopo averlo disseppellito. Né ho dato vangate a destra e a manca. Quando uscirà l'antologia, ne riparliamo.

Intanto ho voglia di ringraziare la giuria per il riconoscimento e per le gradevoli mail successive alla vittoria.

Una bella esperienza.

giovedì 24 gennaio 2013

Perché sei un mostro


WePub, 2013


La puoi acquistare con un tweet. Sarà mica troppo? Su!
È un'antologia di racconti horror, e dentro ce n'è uno mio che dice di un tipo che parla con i morti mentre il tempo scorre al contrario – perché il futuro è dei vivi, mentre i morti possono vivere solo nel passato – e che sta con una romena che ha una curiosa deformità al seno.
Ecco perché l'ho intitolato "Perché siamo mostri" e perché l'incipit fa così:

"Un anno dopo la morte di mio padre stavo con Stanoicka, perché quando le avevo detto che camminavo sulle pozze di sangue e parlavo con il piadinaro squarciato dalla gola all’ombelico mi aveva creduto."

È stata curata da WePub e viene da una selezione organizzata da Writer's Dream.




venerdì 13 luglio 2012

Nella bottega piccola c'è l'horror buono




Sto partecipando al concorso per racconti horror "La piccola bottega degli orrori" indetto da WePub e Writersdream.

È un iniziativa a racconti aperti, cioè con il testo immediatamente visibile e voto e confronto diretto sul forum. Non partecipavo a qualcosa del genere dal Nero Lab, vinto a settembre dell'anno scorso.
È divertente. Forse perché il mio racconto "Perché siamo mostri" sta andando bene, anche se le votazioni non sono ancora concluse.
Mi piace l'aria sana di confronto che si respira, e alcune domande indirette stimolano riflessioni sul testo che mentre lo si scrive restano solo sullo sfondo, come percezioni: visioni laterali di una storia.
È come stare in una stanza che conosci guardando però la parete di fronte. Sai benissimo cosa c'è alle tue spalle, solo che in quel momento non la vedi. È sufficiente girarti per allineare mente e occhio a un presente fisico, chiaro, familiare.
Ecco, narrativa è scrivere anche con la coda dell'occhio.

lunedì 6 giugno 2011

Ho vinto il Premio "Algernon Blackwood"





Non sono molto bravo a scrivere queste cose; intendo quelle che riguardano me.
Però questo primo posto al premio letterario "Algernon Blackwood" merita un paio di righe, quantomeno per la lunga documentazione richiesta per scrivere il racconto vincitore.
Le conquiste sudate sono quelle che danno maggiori soddisfazioni; per il resto, lascio parlare l'articolo di Horrormagazine.