Non aggiornavo più il blog perché non avevo niente da dire, o lo avevano già detto altri, e perché al di qua dello schermo succedono altre cose. Ma quando mi è stato detto di salire sul secondo gradino del podio del concorso Esescifi 2014, io ho pensato che se fosse per me metterei nei titoli dei racconti solo nomi femminili, e se mi chiedi perché ti rispondo non lo so.
Va da sé che, dopo Petra Pan e Bonnie Moon, questa volta è stato il turno di Marion Petit. E mentre pensavo a questa bizzarria dei nomi femminili ho anche considerato che è successo più di una volta che nelle mie narrazioni a un certo punto ci fosse un uomo in ginocchio; e succede anche in Marion Petit, sebbene in questo caso l'immagine non illustri un individuo senza più speranza, ma anzi un uomo pieno di rabbiosa determinazione. Succede che lui vive in un mondo in cui l'erba è blu, il cielo è verde e le nuvole sono gialle, e poi arriva Marion Petit a dirgli che è tutto sbagliato.
Una donna che sveglia un uomo. Come al solito.

