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martedì 27 maggio 2014

Coprire


Non ne ho parlato perché avevo altro da fare e perché un po' mi sto stancando di essere autoreferenziale, perché mi stancano gli autoriferimenti altrui, e poiché le singole responsabilità formano i successi o gli insuccessi di un gruppo di individui, ritengo che per cambiare qualcosa sia fondamentale non aspettare che lo facciano gli altri. Se tutti aspettassimo gli altri ogni individuo rimanderebbe al successivo e si vivrebbe in un immobilismo nocivo. Mi sono accorto di aver tratteggiato la nostra nazione. Interessante.
Quindi la pianto qui. La copertina del mio ebook (qui a fianco, quello nella colonna di destra) è piaciuta così tanto all'editore che ne fa fatto l'immagine che occhialeggia (l'ho inventata adesso) dalla Writers Magazine n.39.

Basta. Solo questo.

Tra un po' ti dico altro. Di più importante.
Sì, già. Riguarderà sempre me.
Purtroppo.

lunedì 9 dicembre 2013

Tra una difficoltà e l'altra

Ieri ho animato questo. Un modo per dire: «Animo!»
In fondo.


lunedì 25 novembre 2013

Prima di cena

Come al solito, non so niente di disegno. Mi serve per andare in altri luoghi, come faccio con la scrittura.



domenica 24 novembre 2013

Avrei voluto fare il pittore

©Gipi, pag. 106

Poi arrivi a un punto della storia e ci giri intorno, cincischi da un'altra parte, torni su, togli qualche aggettivo, guardi male un possessivo, togli una metafora che ci stava come il reggiano sugli spaghetti con le vongole. Tutto per non affrontare quel punto della storia, che vorresti lo scrivesse un altro, ma qualcuno deve pur farlo, e se non lo fai tu non lo fa nessuno.
Un po' come dice Gipi qui (clic), anzi, senza po'.
Allora mi scende addosso quell'idea che mi porto dietro da quando ho finito le medie, anche se il liceo artistico era lontano centotrentasette chilometri e i miei non mi ci avrebbero mai mandato. Nessun genitore ce lo avrebbe mai mandato il figlio tredicenne a studiare a centotrentasette chilometri di distanza. Quell'idea, allora, mi scende addosso mentre scrivo, e capisco che alla fine dipingere è la stessa cosa – anche se a farlo con le parole non ci si sporca ma la fatica ha un sudore simile –, perché anche Gipi quella parete di roccia e bosco non vuole affrontarla adesso; lo farà. Poi l'ha fatto.
Anch'io ce l'ho fatta, ma c'è sempre qualcosa di importante che rimane indietro. Tipo questa:


lunedì 19 settembre 2011

La mia fumettista curiosa



Patrizia Mandanici, la bravissima artista della Bonelli che mi ha prestato il disegno per la copertina di "È qui che dobbiamo stare", parla di me.
Come al solito, i suoi post sono densi di altri contenuti incentrati sull'editoria digitale e sull'arte del tratto in generale.
Il disegno è stato uno dei miei amori giovanili e leggere di persone così appassionate e attente, mi mette di buonumore.
Qui si raggiunge un altro suo blog, nel quale pubblica quotidianamente schizzi mattutini. Per scaldarsi le dita, sottintende lei. Io ci metterei una vita è mezza! E non avrei quel risultato.

Grazie ancora, Patty.